isola di roanoke

L’isola Roanoke e il mistero della colonia scomparsa

L’isola di Roanoke e la colonia che non c’è

Roanoke è una piccola isola situata vicino la costa della Carolina del nord, nel Dare County. è un’ isola che deve la sua fama al mistero della  colonia scomparsa, composta da 116 individui mai più ritrovati.
È un turismo particolare e di nicchia quello praticato sull’isola di Roanoke: se cercate un’isola con spiagge dalla sabbia bianca e acque trasparenti, probabilmente questa non fa al caso vostro.

Tuttavia se volete calarvi nel fascino dei giardini elisabettiani, fra sbiadite testimonianze di un’epoca coloniale macchiata dalle intolleranze reciproche fra nativi ed inglesi e nell’enigma della colonia fantasma, allora Roanoke Island è il posto perfetto per voi e state pur certi che non vi basterà un solo viaggio per essere paghi della sua magia.

Luoghi da visitare a Roanoke

  • Il North Carolina aquarium. L’acquario possiede una delle più grandi collezioni di squali del continente americano. Potete prenotare il tour online.
  • Il vino più vecchio del mondo. La coltivazione di uva più vecchia al mondo, si ritiene che sia quella dell’isola di Roanoke.
  • Il museo marittimo di Roanoke Island. È situato sul lungo mare di Manteo ed espone tutto ciò che ha a che vedere col mondo del mare: imbarcazioni, strumenti di bordo, oggetti appartenuti ai pirati e molto altro. È anche presente una ricostruzione del  Roanoke Marshes light, il vecchio faro costruito su una palafitta.
  • National historic site. Si trova a 5 km dalla città di Manteo. Nel sito è rievocata per mezzo di reperti, rovine e  testimonianze, la storia della prima colonia fantasma di Roanoke e di quelle successive. Oscurata dalla fama della colonia fantasma, La freedmen’s colony è oggi dimenticata, ma non per questo non ha la sua rilevanza storica: fu fondata nel 1863 durante la guerra civile dal comandante John G. Foster ed era un luogo di raccolta per tutti gli schiavi neri liberati, che arrivò ad ospitare fino a 3.500 individui. All’interno del sito si trovano i giardini elisabettiani, splendidi ed eleganti giardini in onore della regina. Inoltre, la sera, nel teatro Waterside si celebra la storia della prima colonia con opere e rappresentazioni drammatiche.

Roanoke e il mistero della colonia scomparsa


La regina Elisabetta I d’Inghilterra aveva affidato a Sir Walter Raleigh la fondazione di un insediamento nella Virginia. L’impresa, come vedremo, si rivelerà più faticosa del previsto per via della presenza degli indigeni locali che non andavano molto d’accordo con i nuovi invasori europei.Nel 1584 Raleigh incaricò i due esploratori Amadas e Barlowe di cercare il luogo adatto alla colonia a largo della costa a est del North Carolina. I due approdarono sull’isola di Roanoke che era abitata dai nativi Secotani e Croatani. A primo impatto le popolazioni sembrarono abbastanza ospitali, tanto che Barlowe strinse amicizia con due rappresentanti croatani di nome Manteo e Wanchese. I due indigeni assimilarono  positivamente usi e costumi inglesi e Raleigh li invitò in Inghilterra, ospiti in una delle sue abitazioni. È uno dei primissimi casi, storicamente attestati, di integrazione razziale. Grazie anche a questi agganci Raleigh pensò bene di fondare la prima colonia  a Roanoke e organizzò la prima spedizione di coloni  capitanata da Richard Grenville e Ralph Lane. La permanenza nell’isola non fu però felice, le condizioni climatiche erano avverse e fin da subito ci furono gravi attriti con i nativi locali: Lane fece uccidere il capo tribù Winginia, colpevole di furto, dando così avvio a un periodo di lotte interne che stremò i coloni, i quali furono costretti ad abbandonare l’isola. Su una nave capitanata da Francis Drake fecero tutti ritorno in Inghilterra, ad eccezione di quindici elementi che rimasero li a preservare l’insediamento.Nel 1587 Raleigh organizzò una seconda spedizione formata da più di 100 uomini e capitanata da John White, eletto  governatore della colonia. Quando arrivarono sull’isola White e i suoi uomini non trovarono traccia dei quindici coloni precedenti, ad eccezione di uno scheletro di uno di loro, elemento inquietante ma significativo che lasciò pochi dubbi sulla fine dei coloni, massacrati dalla vendetta dei nativi. Stranamente gli ordini che vennero dati furono di persistere sulla stessa strada impiantando questa seconda colonia a Roanoke.
La nuova colonia si stabili sull‘isola di Roanoke. Il governatore White tuttavia dovette abbandonarla e tornare in Inghilterra per procurarsi i beni di prima necessità, lasciando nella colonia lontana la propria figlia con in cuore la speranza di riabbracciarla presto. I suoi piani di farvi rientro in breve tempo furono drasticamente delusi: a causa della guerra(allora non correva buon sangue fra inglesi e spagnoli)che teneva impegnata in mare l’intera flotta inglese, White riuscirà a riorganizzare il viaggio e recarsi ancora sull’isola solamente tre anni dopo. Ma ad attenderlo troverà una brutta sorpresa: la colonia era deserta;  dei 116 uomini, inclusi donne e bambini, non rimaneva nessuna traccia. Nelle strade e nelle abitazioni non vi erano segni di lotte. Le case erano state abbandonate frettolosamente e lasciate in disordine, come se i coloni fossero stati costretti a fuggire improvvisamente e senza preavviso.
White e i suoi uomini non trovarono indizi, ad eccezione di una particolare incisione su un albero: “Croatoan”, che secondo altre fonti sarebbe stata solamente “Cro”. Poteva questo essere un segnale di un trasferimento massiccio alla vicina isola di Croatoan? White non riuscì a raggiungere l’isola in tempi brevi per via del mal tempo, ma una spedizione fu organizzata successivamente: Croatoan era popolata solamente dai nativi.
Sulla sorte della colonia ci si interroga ancora oggi. L’ipotesi più accreditata, nel marasma di possibilità congetturate, sembra quella dell’assimilazione dei coloni alle tribù locali. Ma allora, perché fra gli indigeni di Roanoke nessuno ha mai visto un inglese? E perché non avrebbero lasciato comunicazioni più esplicite invece di limitarsi ad una scritta su un albero? Tanto per complicare le cose, la scritta potrebbe non essere stata realizzata dai coloni: White si era caldamente raccomandato di apporre il simbolo della croce di malta alla fine di ogni incisione o messaggio,  ma essa non è presente nella corteccia dell’albero esaminato. Altre teorie riguardano un terribile tornado che avrebbe spazzato tutto e tutti. Ma allora perché le case non hanno subito gravi danni? E in secondo luogo, dove sarebbero i corpi?
Proprio per la mancanza di corpi, alcuni hanno ipotizzato che gli indigeni fossero dei cannibali e che avessero fatto sparire ogni brandello di carne dai corpi delle loro vittime. Ma le ossa? Se i nativi hanno davvero ucciso tutti i coloni, come mai non sono stati rinvenuti scheletri come invece è accaduto nel primo caso?
In un episodio del  telefilm supernatural, andato in onda su rai due, la colonia di Roanoke sarebbe stata smantellata da una popolazione di origine demoniaca!
Ancora oggi archeologi e studiosi tentano di far luce su questo mistero. Sovente nuove piste si intravedono nel labirinto dell’isola. In tempi passati sembra che fra gli indigeni di Roanoke alcuni avessero tratti somatici inglesi.
Per un periodo circolò anche la voce del ritrovamento di alcune pietre dove qualcuno dei coloni avrebbe raffigurato le morti in rapida successione dei propri compagni. La voce fu però smentita perché di tali pietre gli studiosi non hanno avuto testimonianza diretta e tangibile. E intanto, col passare del tempo, le speranze di rinvenire elementi probanti alla soluzione del mistero si riducono drasticamente, poiché tutti gli indizi disseminati nel terreno dell’isola o racchiusi nel dna dei nativi sono ormai contaminati dalla vita e dalle azioni delle generazioni moderne. Il mistero della colonia scomparsa, è quindi destinato a rimanere senza risposta?

Come arrivare a Roanoke

Bisogna prima raggiungere il North Carolina, con il volo della us airways da Roma fino a Charlotte.
Dal north carolina per raggiungere Manteo, la città principale dell’isola, è stato realizzato il “Virginia dare trail” (beach road), un percorso che collega Nags head o Kitty Hawk con Manteo.

admin / 6 luglio 2016 / Misteri, Stati Uniti

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