Misteri

Antico Egitto: il libro dei morti

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L’Antico Egitto e i suoi misteriosi riti funebri, il libro dei morti

L’Antico Egitto da sempre è una fonte inesauribile di sorprese e misteri. Gli esperti e gli appassionati di egittologia studiano da tempo uno dei misteri più noti e affascinanti dell’antico popolo che viveva sulle sponde del fiume Nilo: Il Libro dei Morti. Ma di cosa si tratta?

La creazione del “Libro per emergere nella luce”

Durante l’epoca del dominio dei Faraoni nell’antica terra d’Egitto il culto ed il rispetto nei confronti della morte era alla base dei principi e delle pratiche legate alla religione e all’adorazione degli Dei egizi;  tutto il sapere legato alla morte e al viaggio ancestrale che il defunto doveva affrontare, era stato raccolto dai sacerdoti egizi in un importante prezioso e misterioso libro chiamato appunto Il “Libro dei Morti”. Nella credenza egizia dell’epoca si riteneva che il defunto dopo il trapasso doveva affrontare un viaggio, cioè attraversare sull’imbarcazione condotta da Anubi (Dio della mummificazione, protettore delle necropoli e dell’aldilà, oltre che traghettatore funebre )  il fiume che separa il mondo dei vivi dal mondo dei morti.

Il viaggio verso l’immortalità

Per poter affrontare questo viaggio la persona deceduta doveva essere onorata da preghiere e orazioni trascritte nel già citato libro. Oltre a questo il corpo doveva essere purificato è liberato da ogni legame terreno per poter affrontare il viaggio e raggiungere la pace e la nuova vita, attraverso il processo della mummificazione. Poiché per gli antichi egizi la morte era solo un passaggio in pratica il loro concetto enunciava che “la morte è solo l’inizio” ovvero la trasmigrazione dell’anima accompagnata da un corpo purificato e libero e da tutti i suoi averi materiali.

i beni terreni per il “viaggio”

Si trattava di averi che il defunto aveva raccolto durante la sua vita terrena. Quindi parliamo di una nuova dimensione che il morto doveva affrontare, con il sostegno delle preghiere di chi restava in vita, parenti ed amici avevano il compito di accompagnare attraverso le preghiere i defunti nel lungo viaggio che appunto li avrebbe traghettati in quello che sarebbe definito per il nostro concetto attuale aldilà ma che per gli egiziani era qualcosa di completamente diverso.

La raccolta inestimabile di testi sacri

All’interno del Libro dei Morti sono stati raccolti e annotati i testi funerari di vario tipo, ovvero sia preghiere che testi di natura magico-religiosa, oltre che racconti con il quale il defunto sarebbe stato in grado di superare le prove che avrebbe incontrato lungo il viaggio nelle tenebre fino ad arrivare alla luce infinita di fronte ad Osiride, dove sarebbe stato poi sottoposto alla “pesata del cuore”.  Lo scopo di tutto il complesso e articolato rito funebre egizio era quello di aiutare il defunto a raggiungere il Dio della Morte preparando per lui la testimonianza di cosa aveva fatto nel corso della sua vita terrena e poi  essere così giudicato da Osiride.

Dalle incisioni murarie ai fogli di papiro

Quando parliamo di Libro dei Morti non facciamo riferimento a un libro specifico come intendiamo noi, ovvero qualcosa di cartaceo e stampato ovviamente, il libro è stato realizzato nel corso dei secoli in varie forme; i racconti, le formule e le orazioni inizialmente venivano incise sulle pareti della camera sepolcrale, in seguito i preparatori funebri che altro non erano che i sacerdoti del tempio, iniziarono a incidere tutto quello che riguardava il rito funebre direttamente sul sarcofago del defunto, questo metodo rimase in uso per svariati decenni fino ad arrivare alla diciottesima dinastia, ovvero intorno al 1550 avanti Cristo, epoca che segna l’innovazione della stesura del Libro dei Morti.

L’avvento della scrittura ieratica

I contenuti del libro vennero fissati per sempre sul papiro con la scrittura ieratica, realizzata con inchiostri ricavati da pigmenti colorati; la scrittura ieratica era collegata ai geroglifici ma semplificava l’esposizione delle orazioni. I fogli erano ottenuti dalla lavorazione delle foglie dell’albero del papiro. I preziosi fogli con gli scritti funerari ben arrotolati venivano poi posti all’interno del sarcofago, a fianco della Mummia, unitamente a tutti gli oggetti che il morto aveva posseduto in vita e che secondo la credenza egizia sarebbero stati utili nel suo ultimo viaggio.

Il libro dei morti, quaranta secoli di storia funeraria

Questo libro venne realizzato e completato su un arco di tempo lunghissimo. Praticamente è una raccolta minuziosa che si è snodata lungo gli anni delle varie dinastie faraoniche egizie a cura dei Sacerdoti del tempio che erano i maggiori responsabili dell’organizzazione e della protezione del culto religioso e dell’adorazione dei vari Dei egizi. Conosciuto comunemente come Libro dei Morti il titolo originale del testo che divenne poi in seguito una vera e propria raccolta è: “Libro per emergere nella luce”.  Ed è appunto un insieme di formule magico religiose che dovevano servire al defunto come indispensabile protezione e aiuto nel lungo viaggio verso il Duat ovvero il mondo dei morti, dove il Dio avrebbe giudicato il defunto degno o non degno dell’immortalità.

Il papiro sostituisce le tavolette d’argilla per i testi sacri funebri

Ci volle circa un millennio per la composizione completa dell’opera che si può classificare con numero di pagine dei giorni nostri pari a 700. Il Libro dei Morti però ingloba anche altri testi legati alla tradizione funeraria egizia come ad esempio i “Testi delle piramidi”, e i  “Testi dei sarcofagi”; che vennero riuniti in un’unica opera letteraria e religiosa all’avvento del utilizzo del papiro. I fogli di papiro In pratica erano la superficie di scrittura che veniva ricavata dagli egizi da una pianta acquatica molto diffusa e rigogliosa nel delta del Nilo chiamata cyperus. Il Papiro si diffuse rapidamente oltre che nell’antico Egitto in tutta la Mesopotamia e andò a sostituire via via le tavolette d’argilla; rimase in uso soprattutto per gli scritti sacri circa quattro  millenni, ovvero quaranta secoli.

Preghiera del defunto ( stralcio) dal LIbro dei morti

Che la mia anima possa sollevarsi davanti a Osiride essendo io stato trovato puro di
bocca sulla terra. Eccomi di fronte a te, o Signore degli dei! Possa io pervenire al nomo della
Verità e giustizia. Possa sorgere come un Dio vivente e splendere nella Compagnia degli dei
che sono nel cielo. Possa io divenire come uno tra voi. Che le mie gambe mi trasportino
in Kher- Ahat; possa io vedere la barca Nesektet del sacro Sahu che attraversa il Nu.
Che io non sia respinto dalla vista dei signori della Duat, detti anche la Compagnia degli
Dei e possa sedermi con loro. Che il sacerdote reciti le invocazioni al mio sarcofago
e possa io udire le preghiere propiziatorie.                                                       

  Traduzione di Boris De Rachewiltz

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