Creepypasta, Misteri, paranormale

Dybbuk Box, la scatola maledetta.

Dybbuk_Box_scatola

Che cosa è la Dibbuk box? La storia della scatola che ha ispirato il film “The Possession”

Il termine “Dybbuk box” viene coniato da Kevin Mannis, proprietario di un piccolo negozio di antichità nell’Oregon. Mannis usa questa parola per descrivere un oggetto che sta mettendo in vendita all’asta su ebay. Si tratta di una scatola da vini in legno, appartenuta, a quanto pare, ad Havaleh, una donna polacca di 103 anni sopravvissuta all’Olocausto. Dopo la morte di Havaleh la famiglia aveva conservato la scatola, senza mai aprirla nè toccarla però, perché credevano che contenesse un Dybbuk. Per la tradizione ebraica, un Dybbuk è un’entità malvagia rilasciata dal corpo di una persona morta. Lo spirito si attacca all’anima della persona ospitante, parla con la sua bocca e causa malattie mentali. Una volta che il demone porta a termine il suo intento, lascia il corpo che lo ospita.

Perché la Dibbuk Box ha fama di oggetto maledetto?

Una volta entrato in possesso della scatola, Kevin Mannis lo portò nel suo negozio e gli trovò posto nello scantinato. Ma un giorno, mentre è fuori per delle commissioni, riceve una concitata telefonata dal suo negozio: il suo dipendente, in preda al panico, dice che qualcuno sta imprecando e distruggendo cose. Ritornato in fretta al negozio, Kevin trova tutte le luci dello scantinato fulminate, e la stanza infestata dalla puzza di urina di gatto.

Il dipendente non tornò mai più a lavorare nel negozio di Mannis, il quale non collegando l’accaduto alla presenza della scatola, si apprestava invece a ripulirla per regalarla alla madre in occasione del suo compleanno. Quello stesso giorno, dopo aver ricevuto il dono, la donne venne colpita da un ictus. Con le poche parole che riusciva a pronunciare dal suo letto d’ospedale, la madre di Kevin gli fece capire che odiava la scatola regalatagli dal figlio. Mannis decide quindi di mettere la Dybbuk box all’asta su ebay, per sbarazzarsene.

Le testimonianze dei successivi proprietari

Molti fenomeni oscuri vengono riferiti da chi è stato in contatto con la scatola. Lo stesso Mannis riferisce di avere avuto incubi riguardanti un demone, così come altri proprietari della scatola. Losif Neitzke, l’ultimo proprietario ad averla messa in vendita su ebay, attribuisce a questo oggetto la perdita improvvisa dei capelli e la rottura di tutte le luci della casa. Per tutto il periodo che ne è in possesso è afflitto da malattie ed insonnia.

Il successivo proprietario,  Jason Haxton, la acquista da Neitzke per 280 dollari. In seguito racconta di avere assistito ad attività paranormali in presenza dell’oggetto, anche se afferma di aver beneficiato di un effetto anti-invecchiamento grazie alla scatola. Ma ha anche  sviluppato vari problemi di salute: orticaria, tosse con perdite di sangue, soffocamento, lividi su tutto il corpo. Haxton consulta numerosi scienziati, esperti del paranormale e cabalisti, nel tentativo di tenere sotto controllo il potere della Dybbuk box. Scrive un libro in cui riporta le esperienze paranormali vissute, tuttavia la ritiene così pericolosa da tenerla custodita dentro una cassetta militare sepolta in un luogo segreto.

Infine, nel 2016, la scatola viene acquisita da Zak Bagans, personaggio noto per essere protagonista dello show Ghost Adventures. La Dibbuk box entra a far parte della collezione del suo museo del paranormale a Las Vegas, dove si trova attualmente.

Cosa c’è dentro la Dybbuk box?

Il contenuto della scatola è stato trascritto da Kevin Mannis, e consiste in:

  • una ciocca di capelli biondi legati da una stringa
  • una ciocca di capelli scuri legati da una stringa
  • 2 penny degli anni Venti
  • un lastra di pietra con incisa la parola “Shalom”
  • un bocciolo di rosa essiccato
  • un piccolo calice dorato
  • un portacandele

Quando Haxton entrò in possesso della scatola, consultò un rabbino per sapere come rinchiudere il demone all’interno della scatola. La procedura che gli fu suggerita ebbe evidentemente successo. La Dybbuk box venne nuovamente sigillata, e da allora non è più stata aperta.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *