Segnalazioni, Storie di fantasmi, Toscana

Il fantasma del soldato

fantasma soldato

Era fine Settembre del 2014, il 27, al tempo vivevo da sola in un appartamento in un complesso abitativo in alta collina, in Toscana, in Casentino per la precisione, provincia di Arezzo.
Sono le 23:50 e mi preparo per andare a letto, mi addormento quasi subito e dopo un tempo imprecisato inizio a sognare, dapprima mi si palesa, seduto a terra e di spalle, un bimbo di forse 4,5 anni che gioca con qualcosa, poi si gira e con gli occhi cerchiati di nero e urlando rabbioso mi strilla: “Ti strappo la carne dalle ossa” .Nel sogno prendo il bimbo per un orecchio e gli intimo di stare al suo posto, a quel punto si sovrappone a quello del bimbo il volto di un uomo, un volto gonfio, tumefatto, con gli occhi chiusi e gonfi, le labbra ferite, coperto di polvere, si intuisce chiaramente un abbigliamento militare. a quel punto sento distinti e molto ben definiti, 3 colpi sullo stipite della porta di camera, aperta.

Apro immediatamente gli occhi e tendendo l’orecchio trattengo il respiro, mi giro sul fianco sinistro e faccio per seppellirmi sotto la coperta quando una gelida folata d’aria, le finestre erano tutte chiese, mi scompiglia i capelli. Panico, infilo la testa sotto il piumotto e lì con un occhio alla radiosveglia che segnava le 01:50 mi sento schiacciare sul materasso, come se qualcuno mi si stesse sdraiando addosso. Con tutto il coraggio che riesco a raccogliere tiro fuori il braccio dalla coperta e cerco l’interruttore, appena la luce si accende scatto seduta sul letto e vedo schizzar via, come in una piccola esplosione, 5 globuli luminosi. Per un intero mese la casa è stata invivibile, temperature rigide, colpi sul cassettone di camera (ero sotto la doccia, con l’acqua scrosciante e dalla camera proviene un baccano di colpi), lavastoglie che si blocca e si spalanca rovesciando acqua sotto il tavolo di cucina, un paio di volte rientrando dal lavoro ho trovato lo sportello del vano congelatore del frigo spalancato, colpi sull’armadio, la maniglia della stufa a pellet che si svita e cade di colpo rotolando per mezzo salotto, ho dovuto fare 20 giri di filettatura per riavvitarla. Ho chiamato un prete esorcista piuttosto noto in zona, non sono credente ma oltre ad un rito di purificazione della casa fatto da me ho preferito rincarato la dose. Mi hanno consigliato di parlare con la presenza, per sdrammatizzare lo chiamavo Gino. In casa è venuta anche una signora con l’asticella di rame e secondo lei la causa di tutto era un vecchio coltello che avevo nel cassetto delle posate, un ricordo di mio nonno.Mi viene poi spiegato da mia madre che la lama di quel coltello altro non era che la baionetta del fucile del mio bisnonno, che tornato dalla guerra d’Africa l’aveva conservata declinandola a coltello e lasciandola al figlio, mio nonno. Secondo l’opinione della signora quell’oggetto legato alla guerra a fatti sanguinosi aveva innescato una sorte di attrazione per la presenza, sicuramente non serena, che si era insinuata in casa.Dopo molti sforzi l’atmosfera si era alleggerita, i fenomeni calmati. La testa mi disse di andare al piccolo cimitero del paese e lì lo trovai, lo riconobbi subito, morto a 35 anni lontano da casa nel 44, durante la guerra, si chiamava Gino Lusini. Giuro che tutto quello che ho scritto non è frutto di alcuna invenzione, successivamente mi sono pentita di non aver registrato una documentazione fotografica, ma vi assicuro che non avevo bisogno di altre prove e ero già abbastanza terrorizzata.

Inviato da Elisa P.

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