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Gli ospedali infestati (parte 2)

ospedali infestati

Manicomi ed ospedali infestati in Asia, America e Australia

Abbiamo già parlato qui degli ospedali infestati più spaventosi in Italia e in Europa. Ma lo stesso tipo di racconti arriva da ogni parte del mondo, e in così grande numero da non poter pretendere di esaurire l’argomento in un unico articolo. Possiamo però curiosare tra le principali strutture la cui fama ha travalicato i confini del proprio Paese, fino ad arrivare a noi.

Gonjiam Psychiatric Hospital (Corea del Sud)

A poca distanza da Seul si trova il Gonjiam Psychiatric Hospital. Celebre per essere uno dei luoghi più maledetti del Paese, venne improvvisamente chiuso negli anni ’90.

Sembra che per alcuni anni sia pazienti che membri dello staff venissero trovati improvvisamente morti,  senza alcun apparente motivo. Alcuni sostengono che si trattasse di morti causate dagli spiriti di ex pazienti, tornati per vendicarsi. Dal momento che non si riusciva a fornire alcuna spiegazione ai parenti delle persone decedute, cominciarono a circolare delle voci. Una di queste era che il proprietario della struttura fosse pazzo, che tenesse prigionieri molti dei pazienti e che conducesse su di essi esperimenti violenti. A distanza di 25 anni nessuno sa ancora quale sia il reale motivo, fatto sta che nel 1996 l’ospedale venne chiuso in maniera piuttosto inaspettata.

Ad oggi resta un edificio di cemento cadente e degradato, ma chi  vi è stato racconta che ogni tipo di attività paranormale abbia luogo tra le stanze abbandonate e fatiscenti dell’ospedale.  Sottoposto ad indagini, le strumentazioni professionali hanno rilevato una forte attività paranormale sul posto. I ghost hunter hanno spesso definito il Gonjiam l’edificio più infestato di tutta la Corea.

Sebbene l’ospedale sia chiuso al pubblico e non ci siano indicazioni precise riguardo come arrivarci, circa un migliaio di curiosi in cerca di emozioni si intrufolano ogni anno per esplorare le sale e i corridoi del Gonjiam. Noi possiamo farlo con questo video.

Waverly Hills Sanatorium (Kentucky)

A cavallo tra il 1800 e il 1900 anche l’America era colpita dalla piaga della tubercolosi. Non si conosceva ancora un cura, e intere famiglie sparivano a causa della cosiddetta “morte bianca”. Nel 1900 si registrò in Kentucky, precisamente nella città di Louisville, il più alto tasso di mortalità per tubercolosi. Proprio qui venne quindi edificato, in soli due anni, un enorme sanatorio dedicato. Nel 1926 si apre il Waverly Hills Sanatorium. Considerato il centro più avanzato del Paese, offriva aria fresca, cibo nutriente e riposo. La principale funzione di questo tipo di strutture consisteva in realtà nell’isolare i malati, in modo da evitare la diffusione del contagio. Le famiglie venivano divise ed erano possibili pochissimi contatti.

Non si conoscevano ancora farmaci efficaci, e le cure erano molto sperimentali e spesso crudeli. Per esempio venivano impiantati dei palloncini all’interno dei polmoni dei malati, e poi gonfiati nel tentativo di espanderli. Chiaramente non erano molti i pazienti che sopravvivevano a cure del genere, e chi non lasciava l’ospedale sulle sue gambe lo faceva tramite il cosidetto “body chute”. Si trattava di una specie di tunnel che portava i cadaveri verso i binari sotto la collina, dove si trovavano i treni che li avrebbero portati via.

Lo scopo di questa pratica era quello di non mostrare ai pazienti ricoverati il gran numero di persone che stavano morendo. Si pensava infatti che ciò avrebbe demoralizzato i malati, peggiorando il loro stato di salute. Non sappiamo quante persone siano morte all’interno di quell’ospedale, ma se pure non vogliamo credere alle leggende che parlano di molte migliaia, i certificati arrivati a noi ne dichiarano comunque un numero molto più elevato che in altre strutture analoghe.

La chiusura e la riqualificazione

Nel 1961 il Weverly venne chiuso, riaprendo l’anno successivo come centro geriatrico. Abbiamo molte testimonianze di maltrattamenti, abusi e cure sperimentali riguardo gli anni in cui fu un il ricovero per anziani. I tagli di bilancio degli anni successivi peggiorarono ulteriormente la situazione, e nel 1982 si giunse alla chiusura definitiva.

Moltissime leggende riguardano i fantasmi che infestano quest’edificio. Tra quelli più volte avvistati ci sono un bambino con una palla, una donna sanguinante che chiede aiuto, un carro funebre dal quale cadono delle bare. La storia più celebre riguarda il quinto piano dell’ospedale, in particolare la stanza 502. Oggetto di grande curiosità da parte degli appassionati, pare che qui si sentano voci disincarnate, si vedano forme in movimento, e addirittura qualcuno sia morto. Si narra che un’infermiera incinta e non sposata si sia tolta la vita, impiccandosi in questa stanza, nel 1932.

Che cosa è successo quindi realmente nella stanza 502? Nessuno lo sa, ma la sua storia potrebbe essere basata su fatti ormai dimenticati, e la verità restare nascosta sotto le voci e le leggende.

body chute waverly hills il “body chute” del Waverly Hills Sanatorium

Clark abandoned airbase hospital (Filippine)

Costruito all’inizio del 1900, l’ospedale dell’aeronautica militare Clark fu operativo nel corso di entrambe le Guerre Mondiali e della Guerra del Vietnam. Rimase in funzione fino al 1991, quando venne completamente ricoperto dalle ceneri di un’eruzione. Questo evento danneggiò a tal punto l’ospedale da decretarne la chiusura e l’abbandono.

Con il passare del tempo e l’enorme quantità di sofferenza qui accumulata, non sorprende che l’edificio possa essere infestato. Si dal suo abbandono in molti riferiscono di avere avuto esperienze paranormali al suo interno. Un certo numero di persone ha raccontato di avere sentito voci ed urla di dolore riecheggiare tra le stanze dell’ospedale. Si dice siano le voci dei pazienti morti in passato, specialmente dei soldati morti in guerra. Altri sostengono di avere visto apparizioni e figure spettrali in tutto l’ospedale. Le apparizioni si sarebbero verificate in molte parti dell’edificio. Infine, moltissimi dicono di aver avuto spaventosi incubi dopo la loro visita al Clark airbase hospital. Questo potrebbe essere dovuto alle energie ancora presenti in questo luogo di sofferenza.

Aradale Mental Hospital (Australia)

Inaugurato nel 1867, è il più grande manicomio abbandonato in Australia. In funzione fino al 1998, accoglieva sia pazienti psichiatrici, sia detenuti ritenuti pericolosi, con lo scopo di alleggerire il sistema carcerario. Qui arrivavano anche persone affette da autismo, epilessia, depressione post-partum, sindrome di Down. Ospitava regolarmente 1500 persone, tra malati e dipendenti.

Nei suoi 130 anni di attività sono morte qui ben 13000 persone. Possiamo solo immaginare le condizioni di vita dei pazienti qui ricoverati. Sappiamo che l’approccio alla salute mentale era di stampo vittoriano, per cui elettroshock e lobotomie erano all’ordine del giorno. Neanche i bambini venivano risparmiati da queste pratiche disumane.

Oggi vengono organizzati qui dei ghost tour settimanali; i partecipanti avvertono dolori e sensazioni di nausea, fino ad arrivare ad occasionali svenimenti. In alcune stanze sentono odori inquietanti, in altre un suono ritmico come se qualcuno sbattesse la testa al muro.

Uno dei fantasmi più noti dell’Aradale Mental Hospital è quello dell’infermiera Ketty. Il suo spirito si agira per i reparti femminili, cercando i suoi ex pazienti per continuare a prestare le sue cure. Ketty è stata avvistata molte volte, e ancora più sentita: infatti il ticchettio dei  tacchi  e la suo voce melodiosa risuonano per tutto il reparto ormai vuoto.

 

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