Misteri

Codex Gigas: la bibbia del Diavolo

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Codex Gigas: tra verità e leggenda

Bibbia del Diavolo; un nome inquietante associato al termine “Bibbia” che per tutti è sinonimo di cristianità; ma questo libro demoniaco che ha alimentato molte leggende, esiste davvero?   In effetti la risposta è sì, questo misterioso libro esiste. Ovvero il cosiddetto Codex Gigas, che è un manoscritto medioevale arrivato fino ai giorni nostri in ottimo stato di conservazione. E’ attualmente  conservato nella biblioteca nazionale di Svezia.

Il significato del nome

Questo libro il cui nome significa letteralmente “libro gigante” ha delle dimensioni assolutamente fuori dal normale: pesa circa 75 kg, ha una lunghezza di 92 cm, una larghezza di 50, e 22 cm di spessore. E’ rifinito con una copertina di legno, che a sua volta è ricoperta di pelle e decorazioni misteriose.

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Un oggetto inquietante

Questo libro è considerato uno degli oggetti più grandi, strani, e inquietanti del passato, i nomi che gli sono stati attribuiti sono diversi, ma hanno tutti lo stesso significato, ovvero: “libro enorme” oppure “libro gigante”. Questo volume è definito Infatti anche Codex Giganteus oppure Gigas Librorum o ancora Fans Bibel; è senza dubbio un opera piena di mistero.

Codex Gigas, Il contenuto misterioso

Ma che cosa contiene questo libro? Da chi è stato scritto?  Le poche notizie che sono state reperite in anni di studi e ricerche ci rendono noto che pare sia stato scritto nel 1229, da un monaco benedettino, di nome Herman. Ovvero: Herman il recluso,  nel monastero di Bose nella Repubblica Ceca. La storia racconta, (e che sia una leggenda o che sia autentica non è dato sapere)  che questo monaco fu condannato a morire murato vivo, poiché aveva infranto una delle regole più severe dell’ordine benedettino. La notte precedente alla sua esecuzione il monaco senti il bisogno irrefrenabile di scrivere un enorme libro, in cui vi fosse trascritta l’intera Bibbia e altri testi importanti sul sapere umano dell’epoca.

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Tutta la trascrizione venne eseguita in una sola notte, chiedendo agli altri monaci di salvargli la vita se fosse riuscito a completare il libro prima dell’alba. Dopo questa affermazione però Herman si rese conto che aveva lanciato una sfida impossibile. Non sarebbe mai riuscito a scrivere tutto il manoscritto in una sola notte. Allora per avere salva la vita chiese aiuto al diavolo. E il mattino seguente magicamente il libro venne mostrato terminato e completo.

Codex Gigas, Leggenda o fatti realmente accaduti?

Molti studiosi affermano, in merito a questo racconto, che si tratti di una leggenda. Un libro di quelle dimensioni che conta più di 320 pagine in pelle, non avrebbe mai potuto essere scritto per intero in una sola notte. La grafia del libro è identica dall’inizio fino alla fine, l’intero testo non presenta errori, ed è quindi evidente che tutto il libro è stato scritto da un’unica persona, ma anche non tenendo conto di questa affascinante leggenda è doveroso ammettere che il contenuto del manoscritto è sicuramente interessante.

La Bibbia del diavolo trascritta integralmente

Innanzitutto si possono trovare tutti i passi della Bibbia, poi le pagine proseguono con l’etimologia di Isidoro di Siviglia e alcuni testi storici di Giuseppe Flavio; verso la fine del manoscritto è stata riportata una storia sulla Boemia, alcune formule magiche, e l’elenco dei monaci che occupavano il monastero quell’anno. Oltre a un calendario con nomi di santi.  Di questo libro la pagina più famosa è la 290, che contiene oltre ad alcune righe di testo, un’immagine del diavolo a tutta pagina, da qui il manoscritto ha preso il nome, ovvero: Bibbia del Diavolo,  l’immagine del maligno è rappresentata come mezzo uomo e mezzo animale con le corna e alle mani e ai piedi lunghi artigli. La figura è completata sa una lunga lingua biforcuta.

Bibbia del diavolo, Dubbi e domande senza risposta

Nonostante tutto questo contesto così misterioso e inquietante altri appassionati di storie di questo genere, hanno sostenuto la tesi che vi fu un errata interpretazione sulla frase “murato vivo” che potrebbe essere anche semplicemente interpretata come scelta di reclusione ovvero facente riferimento alla vita dei monaci che volontariamente si chiudevano in convento, rifuggendo i piaceri e le comodità del mondo, la teoria logica vuole che Herman si chiuse volontariamente nel monastero, per scontare i suoi peccati, e scrivere un libro che riportasse tutti gli studi di una vita dedicata a Dio, e all’umanità.

Codex Gigas, la pagina 289

E’ significativa la pagina che precede la 290, ovvero la 289 dove è rappresentato il regno dei cieli; senza ombra di dubbio una metafora palese che vuole ricordare la lotta tra il bene e il male. Le domande e dubbi sulla Bibbia del Diavolo restano immutati nel tempo, così come il fascino del manoscritto che dorme il suo sonno eterno  nella sala di un museo lontanissimo dall’Europa.

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